Coro della Sat ( 1926 - )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente di cultura, ricreativo, sportivo, turistico

Condizione: privato

Collegamenti

Profilo storico / Biografia

Le origini del coro della Sat si rintracciano nelle esperienze corali informali sviluppatesi dopo la fine della Prima guerra mondiale attorno ai fratelli Pedrotti (Enrico, Mario, Silvio e Aldo). Una prima esibizione pubblica al castello del Buonconsiglio ebbe luogo il 25 maggio 1926. Nel corso degli anni successivi, il coro – denominato “Coro della Sosat” – venne maggiormente strutturandosi, sia da un punto musicale che organizzativo. L’aumento delle esibizioni e della notorietà si affiancava a robuste sperimentazioni e rielaborazioni di materiale canoro popolare e alpino, che portarono alla progressiva elaborazione di un rinnovato canone corale. Queste operazioni si avvalsero del fondamentale contributo, tra gli altri, di Luigi Pigarelli, magistrato e compositore, che armonizzò una porzione consistente di canti del nascente repertorio del coro. Si andò allora elaborando un modello di coralità di montagna, definito “stile Sat”, che avrebbe rappresentato anche in seguito una norma di riferimento per esperienze analoghe.
Nel 1933 vennero incisi i primi dischi per la Columbia e, nel 1935, si addivenne alla prima pubblicazione del repertorio con i “Canti della montagna”. Gli anni Trenta, tuttavia, furono caratterizzati da profonde ingerenze fasciste in ambito associazionista, che determinarono una profonda riorganizzazione, con l’assunzione della nuova denominazione “Coro della Sat”.
Dopo la sostanziale sospensione dell’attività nel corso della Seconda guerra mondiale, nel dopoguerra il coro raggiunse la definitiva consacrazione con la vittoria del Concorso polifonico internazionale Guido d’Arezzo (1953). Negli stessi anni si addivenne inoltre a una più rigorosa strutturazione interna con l’approvazione di un regolamento interno (2 novembre 1945) che, per la prima volta, istituiva un “consiglio del coro”, composto di 5 coristi, cui spettavano le decisioni in ambito artistico e disciplinare. Queste disposizioni vennero quasi del tutto confermate con il successivo regolamento del 17 settembre 1949.
L’attività performativa e discografica andava intanto consolidandosi con l’ampliamento del repertorio, realizzato in collaborazione con diversi armonizzatori (oltre al già citato Pigarelli, tra gli altri Antonio Pedrotti, Arturo Benedetti Michelangeli, Renato Dionisi e Andrea Mascagni). La direzione artistica di Silvio Pedrotti (dal 1938 al 1988) fu caratterizzata dalla compiuta definizione della “stile Sat”, promosso tramite frequenti esibizioni, anche a livello extraeuropeo, e all’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazioni di massa (televisione, cinema), come pure a un’intensa attività promozionale e pubblicistica.
La volontà di stabilizzare ulteriormente l’esperienza satina attraverso una veste giuridica più chiara e definita spinse ad adottare un nuovo regolamento interno (1968), il quale riguardava ora esplicitamente “i componenti della sezione ‘Il coro della Sat’”, e per il quale venne chiesta e ottenuta l’approvazione del Consiglio centrale della Sat (3 maggio 1968). Il precedente “consiglio del coro” veniva scisso in due organi distinti: da una parte il consiglio direttivo (cui competeva l’ambito amministrativo e disciplinare) formato da 5 membri, eletti ogni 2 anni dall’assemblea della sezione; dall’altra la direzione artistica, composta di 2 membri, eletta dall’assemblea stessa per coadiuvare il direttore artistico. Nel 1973 emerse la volontà di variare ulteriormente il regolamento, coinvolgendo più direttamente la presidenza della Sat. Il nuovo testo, approvato dai coristi il 19 febbraio 1974, venne quindi trasmesso alla Direzione generale satina, che lo approvò in via definitiva il 30 luglio 1974. Queste norme aggiornate, pur confermando l’impianto precedente (basato sul consiglio direttivo e sulla direzione artistica), precisavano più nel dettaglio lo status dei soci della sezione (distinguendo tra quelli attivi e non), rinviando esplicitamente – per quanto non previsto dal regolamento interno – a quello generale della Sat e a quello del Cai.
In seguito, il 21 maggio 1978, con l’adozione del nuovo regolamento generale della Sat, venne riconosciuta (art. 13bis) una particolare autonomia organizzativa alla sezione del coro Sat; si procedette quindi a elaborare un nuovo regolamento (approvato dall’assemblea dei coristi il 6 gennaio 1979 e dal Consiglio direttivo della Sat il successivo 9 aprile), che ampliava e riformulava quelli precedenti. In particolare, venne istituita (artt. 2; 7-8) la distinzione tra soci ordinari e onorari (con diritti diversi), come pure le procedure per la cessazione dalla qualità di socio. Si definivano poi (art. 3) tre organi della sezione (assemblea generale dei soci, consiglio direttivo, direzione artistica), il cui funzionamento veniva regolato nel dettaglio (artt. 4-6). L’assemblea generale era titolata ad approvare e modificare il regolamento interno, eleggere il consiglio direttivo e la direzione artistica. Il consiglio direttivo (composto di 5 soci, in carica per 2 anni), cui competeva di gestire amministrazione e disciplina corale, eleggeva al proprio interno il presidente di sezione e il segretario-cassiere. La direzione artistica (formata da 3 soci, in carica per 2 anni) aveva invece il compito di curare l’ambito strettamente musicale, eleggendo al proprio interno il direttore del coro.
Già l’anno successivo emerse la necessità di nuovi aggiornamenti, necessari per adeguarsi alle nuove normative fiscali. Si procedette allora a costituire l’"Associazione Coro della Sat" (13 giugno 1980), che adottava contestualmente un nuovo regolamento, versione ampliata di quello del 1979, di cui tuttavia confermava la struttura generale. I successivi testi (15 marzo 1985 e 29 gennaio 1993) riproponevano l’impianto ormai consolidato, senza variazioni di rilievo, ad esclusione dell’istituzione, nel 1993, del Collegio dei revisori dei conti, formato da 3 soci, eletti dall’assemblea con mandato biennale.
A partire dal 1988 Mauro Pedrotti divenne il nuovo direttore del complesso corale, in un’ottica di sostanziale continuità del linguaggio musicale satino.

Complessi archivistici